Come Ritoccare le Foto in Modo Leggero

Risulta essere certo che con Photoshop si possono ottenere incredibili effetti, ma è altrettanto certo che esagerare con il fotoritocco quasi sempre peggiora la foto e fa perdere carattere e personalità al soggetto. Colori innaturali, contrasti forzati e soggetti falsamente patinati evidenziano artificiosità, perdendo realismo e anima. Non si deve dimenticare che il fotoritocco è solo uno strumento per ottimizzare con cautela l’immagine finale. Per selezionare gli strumenti più adatti e minimizzare gli effetti collaterali, è necessaria un’adeguata conoscenza. Inoltre serve l’abilità di “vedere” e interpretare al meglio l’immagine ripresa in foto. Può essere d’aiuto effettuare una ricerca sul web di immagini con soggetto simile al proprio e analizzarle, osservandole con calma chiedendosi cosa può rendere la propria foto “unica”.

La risposta a questa domanda consente d’impostare il fotoritocco nel modo migliore. Si consiglia inoltre di seguire tre regole di base: primo, preferire la gamma dinamica alla modifica della saturazione, perché i controlli di saturazione di Photoshop trasformano troppo rapidamente l’immagine in un insieme kitsch di colori carichi e innaturali, mentre l’incremento intelligente della gamma dinamica fornisce i risultati desiderati. Secondo: non esagerare con il contrasto, ma incrementarlo selettivamente e con parsimonia solo nelle zone in cui serve maggiore nitidezza, senza perdere dettagli e sfumature. Terzo: non sottovalutare l’importanza chiave del bilanciamento del bianco. Un bilanciamento standard, tecnicamente perfetto, sorprendentemente può distruggere totalmente l’atmosfera di una foto. Provare con calma numerose impostazioni, finché la temperatura colore non è quella giusta per l’atmosfera dello scatto.

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Come Rimappare i Tasti di una Tastiera

Se hai ripreso tra le mani un vecchio PC o se hai acquistato una tastiera da gaming come ed hai notato che uno o più tasti non funziona correttamente, è possibile rimappare qualsiasi tasto della tastiera. Numerosi potrebbero essere i difetti riscontrati in tastiere vecchie o accidentalmente cadute. Alcuni contatti potrebbero, ad esempio, non funzionare correttamente e le funzioni ad essi assegnate non essere più disponibili.

Se vi sono tasti poco usati, come ad esempio quelli “funzione” (F1 – F12), e prima di orientarti su una tastiera Bluetooth , puoi provare a rimappare i tasti della tastiera funzionanti assegnando lettere, numeri e caratteri speciali. È possibile inoltre associare una funzione a determinati tasti come l’avvio del lettore multimediale, la variazione del volume e tanto altro.
Anziché riscontrare una vera e propria disfunzione dei tasti, ti potresti accorgere, soltanto dopo l’acquisto di una nuova tastiera, che le lettere accentate ed i caratteri speciali sono posizionati in maniera differente. Questo è dovuto ad un layout differente, modificabile in:
“Impostazioni» Data/ora e lingua» Lingua» Lingue preferite”. Tuttavia, aggiungendo la lingua italiana od associandola al layout della tua tastiera, avrai bisogno di un set di adesivi per tastiera con layout italiano per convertirla.

Tutti noi sappiamo quanto sia fastidioso non poter utilizzare una lettera od un numero e, d’altro canto, possiamo immaginare quanto sia costoso far sostituire l’intera tastiera di un notebook. Se hai soltanto alcuni tasti difettosi, puoi ricorrere a soluzioni alternative per rimappare i tasti della tastiera in pochissimi minuti. È difatti possibile associare un numero, lettera o funzione specifica a qualsiasi tasto grazie ad un semplice tool. Il software in questione si chiama KeyTwek, compatibile con tutti i sistemi operativi Windows.

Una volta scaricato ed installato il tool, ti verrà proposta un’interfaccia utente molto semplice. Per rimappare un tasto della tastiera ti basterà
Selezionare la corrispondenza virtuale sul software;
Selezionare la nuova funzione da assegnare;
Cliccare su “Remap Key“;
Riavviare il computer.

Si tratta quindi di uno strumento molto semplice da utilizzare.

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Come Individuare e Risolvere Problemi Dovuti ai Cavi

Il periodo durante il quale un cavo d’antenna satellitare di buona qualità funziona senza problemi è pari a circa 15 anni. In questo periodo non si evidenzia un’attenuazione misurabile del segnale. Dopo 15 anni, l’attenuazione del segnale si fa sempre maggiore in proporzione al tempo trascorso, ed è più sensibile alle alte frequenze. Se il ricevitore satellitare è di buona qualità, può compensare il problema per un periodo più lungo. Il degrado del cavo dipende non solo dalla sua qualità, ma anche dalle condizioni meteorologiche cui è sottoposto. Per evidenziare problemi dei cavi, oltre all’età si valutano anche le condizioni oggettive come la presenza di corrosione sulle connessioni dei terminali, di porosità o fessurazioni sul rivestimento e sugli spinotti. L’ossidazione della calza metallica presente subito sotto il rivestimento esterno le fa perdere l’effetto schermante, e il segnale viene disturbato da induzione elettromagnetica. Alcuni canali vengono disturbati per primi in quanto usano frequenze più elevate, mentre quelli su frequenze più basse sono influenzati successivamente. In ogni caso, è il momento d’intervenire quando i canali colpiti sono molti, oppure ovviamente se sono colpiti canali che interessano. Anche se le connessioni sembrano a posto, non si può mai escludere che il problema derivi dai cavi se hanno più di 15 anni, e proprio la comparsa di disturbi prima su alcuni canali, poi su altri può far pensare a un problema del cavo. L’altra possibile causa di problemi su alcuni canali è un guasto all’illuminatore o allo splitter, dunque prima di affrontare una macchinosa sostituzione dei cavi può essere consigliabile provare a sostituire questi componenti, operazione certamente più rapida.

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Come Avere una Presa Salda sulla Fotocamera

Con molte fotocamere, i produttori per risparmiare offrono cinturini privi del cursore in plastica che consente di accorciarli. Accorciare il cinturino con il cursore consente di assicurare saldamente la fotocamera al polso, in modo che non cada a terra se scivola di mano, mentre lasciarlo troppo largo rende molto più facile che la fotocamera finisca ugualmente per impattare al suolo. Un semplice nodo può però risolvere il problema: posizionare il cinturino davanti a sé in modo che l’aggancio per la fotocamera sia sulla sinistra, e prendere in mano la parte superiore del cinturino. Ora creare un occhiello in modo che una parte del nastro nella mano destra sia in alto.

Dopo fare passare il nastro da sinistra attraverso l’occhiello con la mando destra con movimento a U rovesciata, e tirarlo verso la parte superiore della U finché il nodo non si stringe da sé. Ecco realizzato il proprio cursore artigianale. Il nodo chiude la parte inferiore dell’occhiello e consente di accorciare o allungare il cinturino. Spostare il nodo fino alla zona di aggancio della fotocamera, inserire la mano nell’anello e stringere il nodo finché l’anello non è ben saldo attorno al polso. Se l’anello grande è troppo stretto per la mano, sciogliere il nodo e legarlo più vicino all’aggancio della fotocamera. Quando tutto è ben regolato, se la fotocamera dovesse sfuggire di mano si può stare tranquilli, sarà ben assicurata a polso e non cadrà a terra.

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Tuning Senza Rischi con le Preimpostazioni del Bios

Chi non è esperto ha giustamente timore di modificare le impostazioni del Bios per ottenere miglioramenti prestazionali. Il Bios infatti può modificare le funzioni di base del computer ed eventuali errori possono rendere il computer incapace di avviarsi, rendere inaccessibile una periferica o disabilitare una porta di connessione. Bios è un acronimo che sta per Basic Input Output System (Sistema di comunicazione di base) ed è una sorta di sistema operativo rudimentale che consente di attivare e disattivare componenti del computer e impostarne i parametri di funzionamento. Il Bios risiede sulla scheda madre, i cui produttori spesso non rendono facile modificarne i parametri, anzi talvolta li impostano in modo inferiore alle possibilità dell’hardware per privilegiare la stabilità del sistema. Chi desidera maggiori prestazioni senza correre grossi rischi può utilizzare la funzione di overclock automatico, offerta da molti Bios, che non richiede particolari conoscenze e può fornire un miglioramento apprezzabile delle prestazioni. La procedura per accedere al Bios varia da produttore a produttore. La maggior parte utilizza Bios realizzati dagli specialisti AMI BIOS (American Megatrends International) o Award/Phoenix. L’accesso richiede la pressione di uno o più tasti durante l’avvio del computer. Spesso, ma non sempre, i tasti da premere sono illustrati in un messaggio che appare brevemente a schermo prima del caricamento di Windows. Per esempio la pressione del tasto Canc serve solitamente per accedere ad AMI BIOS, mentre il Bios Award/Phoenix, in base alle versioni, richiede la pressione del tasto Canc o della combinazione Ctrl+Alt+Esc. Nelle versioni più vecchie questo Bios accettava anche le quattro combinazioni: Ctrl+Alt+Esc, Ctrl+Alt+S, Ctrl+Alt+Ins o Ctrl+S. I computer desktop e notebook Acer utilizzano Ctrl+Alt+Esc, oppure F1 o F2. Nei Toshiba si deve premere durante il boot il tasto Esc e talvolta anche F1. I più recenti computer Dell richiedono la pressione del tasto F2.

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